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CHE COSA SONO I MINERALI

Si chiamano minerali le entità naturali di composizione chimica definita e di struttura cristallina determinata che a volte si presentano in forme geometriche più o meno regolari. I minerali, per definizione, non sono altro che sostanze inorganiche, solide formatesi per processi inorganici presenti nella parte più esterna della Terra. 

Da i più tuttavia sono considerati minerali anche alcuni corpi liquidi come il mercurio o sostanze amorfe come l’opale e l’ambra (sostanza colloidale); mentre i depositi di natura e origine organica come i carboni e i petroli non sono sicuramente dei minerali.

Tutti i minerali devono, quindi, riunire in sé tre qualità importanti: 

  • unità materiale 

  • origine naturale (non cloruro di sodio, il sale da cucina perché prodotto dall’uomo per evaporazione dell’acqua marina, si invece il salgemma che deriva da evaporazione naturale)

  • stato solido. 

La materia dalla quale sono originati i minerali è formata dall'ordinamento sistematico dalle particelle elementari che la costituiscono, atomi, ioni o molecole, dando origine ad un corpo periodicamente omogeneo chiamato struttura cristallina che rimane fissa per ciascun minerale.

 

Quando si rompe un pezzo di calcite, i frammenti risultanti hanno forma poliedrica, romboedrica nel caso specifico; dai cristalli pseudo-esagonali della mica si possono separare lamine molto fini che conservano pur tuttavia struttura cristallina; i diamanti si tagliano sfruttando la presenza di superfici di facile sfaldamento. Tutto questo è dovuto alla struttura intima della materia cristallina.

L'unità più semplice è la cella fondamentale, ossia il più piccolo gruppo di atomi costituenti il cristallo, disposti ordinatamente.

Ed è questa che, rispondendo a particolari leggi cristallografiche, si ripete in maniera regolare nelle tre direzioni dello spazio e determina forme geometriche ben definite per cui i minerali si presentano in cristalli distinti con aspetto caratteristico. Va sottolineato comunque che la cella elementare non si ripete "fisicamente" ma bensì si ripete la sua "struttura", cioè la disposizione regolare nello spazio degli atomi del cristallo.

E’ difficile comunque trovare in natura i minerali che si avvicinano al "cristallo puro" ma il più delle volte se ne discostano in maniera più o meno grande. 

Le forme macroscopiche dei cristalli sono riconducibili, infine, ad uno Schema di classificazione che si fonda nel riconoscere gli elementi geometrici di simmetria (rette, piani e centri). Un raggruppamento fisso e caratteristico di elementi di simmetria definisce l'appartenenza di un minerale ad una Classe di Simmetria. Esistono 32 classi di simmetria raggruppate in 7 sistemi, a loro volta raggruppati in 3 gruppi.

I minerali possono presentarsi in individui cristallini isolati, in aggregati, in ammassi e in associazione con altri minerali nelle rocce della superficie terrestre (le rocce non sono altro che grandi ammassi di materiale costituito da aggregati di uno o più minerali in proporzioni abbastanza costanti, talora anche di sostanze non cristalline).

Quando le forze di attrazione diventano forti, possiamo avere lo stato solido, caratterizzato da rigidità, incompressibilità, forma geometrica definita: ciò comporta una disposizione regolare e stabile degli atomi (salvo che nel caso di sistemi vetrosi, amorfi, assimilabili ad uno stato liquido estremamente viscoso).

Potremo avere perciò dei cristalli, solidi omogenei e anisotropi (il comportamento fisico può essere diverso a seconda della direzione considerata), delimitati da facce piane.

Potremo avere anche dei solidi amorfi, con disposizione disordinata degli atomi (come nei liquidi) ma con forma e volume propri; questi sono isotropi (le proprietà fisiche sono costanti in tutte le direzioni).

Lo stato amorfo è generalmente instabile: è detto metastabile, poiché si può avere un riarrangiamento della struttura verso forme cristalline (che sono energeticamente favorite); il processo è lentissimo data la altissima viscosità del sistema.


Nei cristalli possiamo definire delle direzioni principali secondo cui si ha una ripetizione regolare delle unità strutturali. Vediamo un esempio bidimensionale per semplicità.

Fig. Schema bidimensionale di una struttura cristallina.
Ogni cerchio rappresenta una unità strutturale che si ripete periodicamente e regolarmente lungo le varie direzioni.

Se prendiamo gli assi x e y, l'unità ripetitiva avrà dimensioni a (lungo x) e b (lungo y), con un angolo di 90° fra i due assi. Possiamo così definire una cella elementare, di dimensioni a x b; è il minimo elemento di cristallo che contiene in sé tutti i caratteri (di simmetria) del cristallo stesso, e da cui, per ripetizione lungo gli assi, si può ricostruire il cristallo.

Se si fossero scelti, per esempio, gli assi x' e y', si sarebbe individuata una diversa cella elementare; ma si cerca sempre la più piccola e più simmetrica: infatti la prima ha una sola unità entro la cella (1/4 di ogni cerchio), la seconda 2.

A seconda delle caratteristiche di simmetria della cella elementare, si possono individuare dei gruppi di simmetria e dei sistemi cristallografici.

In realtà questa schematizzazione si riferisce particolarmente al cosiddetto "abito cristallino" dei solidi, cioè alla forma macroscopica con cui essi si presentano (ma che è tuttavia in relazione con la simmetria microscopica del sistema cristallino).

gruppi
assi
sistemi
angoli
MONOMETRICO
a = b = c
cubico
a = b = g = 90°
DIMETRICO
a = b ¹ c

esagonale o trigonale

tetragonale


a = b = 90° g = 120°

a = b = g = 90°

TRIMETRICO








a ¹ b ¹ c

ortorombico

monoclino

triclino

a = b = g = 90°

a = g = 90° b ¹ 90°

a ¹ b ¹ g ¹ 90°

Fig.Gruppi e sistemi cristallini e caratteristiche di simmetria degli assi cristallografici e degli angoli.

 

Fig. I 7 sistemi cristallini


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