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C.N.G.E.I.
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Il C.N.G.E.I.
(Corpo Nazionale Giovani Esploratori/trici Italiani),
appartiene alla Federazione Italiana dello Scautismo (FIS), al WOSM (World Organization of the Scout Movement) e alla WAGGGS (World Association of Girl Guides and Girl Scouts).
Il CNGEI nacque nell'ottobre del 1912 a Roma per opera del medico ricercatore Carlo Colombo. Egli voleva in questo modo affrontare il problema dell'educazione giovanile di quegli anni legato ad una legislazione poco interessata al problema sia nelle finalità pedagogiche sia nella metodologia. Colombo si interessò al movimento scoutistico dopo aver letto riviste inglesi sulle iniziative scoutistiche e, come fece Baden Powell nel 1907, prese spunto dalle iniziative di Sir Francis Vane con i REI (Ragazzi Esploratori Italiani). Il primo tentativo nacque con un gruppo di giovani della sezione podistica "Lazio" ai Prati della Farnesina. In seguito, nel gennaio 1913 apparve sul "Messaggero" un articolo che invitava al reclutamento dei giovani esploratori. L'idea di Colombo era di creare un'organizzazione laica e apolitica e che si ramificasse su tutto il territorio nazionale nella quale i giovani potessero trovare una sana educazione fisica a stretto contatto con la natura e l'ambiente, ma anche apprendere l'autosufficienza, la disponibilità, la responsabilità ed il rispetto verso gli altri. Il 30 giugno 1913 l'organizzazione si distaccò naturalmente dalla società sportiva "Lazio" ed avvenne la fondazione ufficiale del CORPO NAZIONALE GIOVANI ESPLORATORI ITALIANI (CNGEI), con il ramo femminile UNIONE NAZIONALE DELLE GIOVINETTE ESPLORATRICI ITALIANE (UNGEI). Il C.N.G.E.I. è una associazione laica che vede nel pluralismo, e quindi anche nella pluriconfessionalità, una ricchezza, una potenzialità, una possibilità di crescita e di maturazione. La definizione di associazione scout laica adottata dal C.N.G.E.I. dice: "E' quella associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le scelte politiche e civiche come un fatto personale privato dei propri iscritti. Tutti sono formati alla ricerca di una scelta personale in campo civico, politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere profondamente, coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della LEGGE SCOUT" . C'è quindi, da parte dell'associazione, un impegno preciso e concreto a curare la formazione dei propri iscritti affinché divengano adulti capaci di operare scelte autonome e responsabili. Il concetto di "educazione alle scelte" viene direttamente dalla concezione laica di educazione, che il C.N.G.E.I. ha fatto propria. La cultura laica si basa fondamentalmente sul concetto di "persona" come valore in sé e crede nella dignità dell'uomo e nella sua capacita di autoformarsi e di autodeterminarsi.
Autoformazione e autodeterminazione che avvengono all'insegna della LIBERTÀ, del RISPETTO e quindi della TOLLERANZA.
Presupposto basilare di una formazione laica è quindi il fatto che l'individuo deve maturare dentro di sé le scelte che farà e non deve subire o accettare aprioristicamente verità imposte dall'esterno. Noi crediamo che una educazione alla libertà sia difficile, ma non impossibile. Il mondo di oggi si presenta caratterizzato dalla velocità impressionante dei cambiamenti, dalla complessità e molteplicità delle situazioni e dei sistemi di valori, dalla frammentazione delle possibilità offerte ai singoli, dall'incentivo pressante al consumismo e soprattutto dall'incertezza sul domani. In un simile contesto è fondamentale insegnare all'individuo a essere protagonista di se stesso, della propria crescita e delle proprie scelte.
L'educazione dei giovani deve preoccuparsi, in primo luogo, di creare persone forti mentalmente e spiritualmente, capaci cioè, in questo mare così complesso, differenziato e mutevole quale è la vita di oggi, di guidare in prima persona la propria canoa. Abbiamo bisogno di persone "convinte dal di dentro", non passive seguaci di questo o quel principio.
Quello che oggi è necessario è avere, da un lato la capacità di valutare e scegliere e, dall'altro l'elasticità per poterlo fare ripetutamente, non una volta per tutte. E' necessario quindiche ciascuno abbia dei punti di riferimento tali che gli permettano di fondarsi su certezze, e al contempo gli offrano la possibilità e la mobilità per accettare tutte le sfide e per adattarsi di continuo all'evoluzione così rapida dei tempi attuali, fermo restando il fatto che uno scout deve dare un senso alla propria vita: senso che sia fondato sui valori della Legge Scout. Sono i valori legati alla dignità dell'uomo, alla lealtà, alla coerenza, alla libertà, al rispetto e alla tolleranza: valori da sempre legati alla cultura laica. Quali sono le linee direttrici dello scautismo laico? Esso vuole costruire un particolare tipo di uomo per un particolare tipo di società, costruzione nella quale trovano spazio la formazione spirituale e l'impegno sociale. L'uomo a cui lo scautismo laico tende è quello che riconosce se stesso come persona, ha rispetto di sé, difende la sua dignità, i suoi diritti, la sua libertà, la sua personalità; è l'uomo che riconosce gli altri come persone, al di là della razza, della condizione sociale, del mestiere, del sesso, del partito o della religione; è l'uomo particolarmente sensibile al problema degli emarginati; è l'uomo che ha le idee chiare perché non c'è libertà senza scelte e non c'è scelta senza chiarezza; è l'uomo in grado di affrontare le conseguenze delle scelte effettuate; è quindi l'uomo coerente che conosce il significato e il peso dell'aderire a principi e ideologie; è l'uomo consapevole che soltanto lui può dare senso e significato alla propria vita ed è quindi costantemente alla ricerca; è l'uomoche sa essere "presente", che comprende che la gioia viene dal dare e dal condividere e non dall'accumulare e dallo sfruttare; è l'uomo infine - e questo è un punto importante, altri- menti rischiamo di tratteggiare l'identikit di un superman - che conosce i propri limiti e le proprie possibilità e sa utilizzarsi al meglio, sapendo anche rinunciare.> Per quale società lavora lo scautismo laico? Evidentemente per una società in cui il tipo di uomo ipotizzato possa esprimersi e realizzarsi. Si tratta di una società democratica, pluralista, fondata sul valore della pace, umana e giusta che escluda ogni forma di settarismo, di totalitarismo e di dogmatismo, e che sia contro la violenza, le manifestazioni antiumanitarie e dove la povertà, l'emarginazione e la discriminazione siano ridotte al minimo. Una società fatta dagli uomini per tutti gli uomini, al loro servizio e non viceversa. Il C.N.G.E.I. ha assunto il concetto di Laicità in senso attivo e positivo, come spinta al confronto, al dibattito, all'autonomia del pensiero e delle scelte personali, alla ricerca continua calata, perché abbia senso, nella realtà socioculturale in cui viviamo.
A questo concetto la laicità, il C.N.G.E.I. aggiunge due caratteristiche peculiari dello scautismo: una è la finalizzazione della formazione della persona al "servizio", visto non come beneficenza o carità, ma come disponibilità attiva e responsabile verso la comunità, ove l'uomo è considerato "persona" avente sempre e comunque un valore. Il servizio per lo scout diventa una scelta di vita. L'altra è la formazione spirituale, cioè la cura e lo sviluppo della vita interiore, lo stimolo alla ricerca di valori trascendenti; ove la formazione spirituale è considerata indispensabile per una formazione completa della persona. L'obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile dello scautismo è proprio quello della formazione globale della persona.
CONCETTO DI SPIRITUALITÀ DEL C.N.G.E.I. Dire che l'obiettivo dello scautismo è quello di "formare" in maniera globale e completa, in modo che l'adulto scout sia persona capace di fare scelte coscienti e responsabili nella società in cui vive (concetto del "cittadino attivo") è una enunciazione che contiene tutta la filosofia dello scautismo, e in particolare dello scautismo GEI. Parlare di formazione completa vuol dire comprendere anche il tema della spiritualità. Il metodo scout ci offre tutti gli strumenti per curare la formazione globale del ragazzo, quindi anche quella spirituale. Basta allora applicare il metodo? Si, è sufficiente applicare il metodo, a condizione però che lo si conosca bene e lo si utilizzi come un mezzo, come uno strumento per raggiungere l'obiettivo. E' chiaro quindi che, per utilizzare un metodo in maniera intelligente, creativa e costruttiva, bisogna sapere DOVE SI VUOLE ARRIVARE e quale è la filosofia che sta alla base di tutta la costruzione. | |
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