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Lesioni da alte o basse temperature
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Lesioni da alte o basse temperature [Tipi di Ustioni] [Colpo di Sole] [Colpo di Calore] [Assideramento] [Congelamento] [Mal di Montagna] Ustioni
| Si definisce ustione la conseguenza dell’applicazione di temperatura elevata sulla superficie circoscritta del corpo, maggiore è il caldo applicato più gravi sono i danni che ne conseguono. La gravità della ustione si stabilisce dalla profondità degli strati cutanei,dall’estensione sulla superficie corporea e dalle lesioni associate. | PROFONDITA’:
Ustione di primo grado, è una lesione superficiale che interessa solo il primo strato della cute (epidermide) abbiamo rossore, gonfiore, dolore molto intenso perché si irritano le terminazioni nervose.
Ustione di secondo grado superficiale, interessa l’epidermide ed il derma nella sua parte più superficiale . La cute si presenta arrossata, violacea, con bolle di colorito giallo-marrone poco dolenti. Le bolle si formano in seguito al calore che fa distaccare gli strati superficiali da quelli profondi.
Ustione secondo grado profondo,la lesione ha colore rosso-grigiastro ha un fondo irregolare, dolente alla pressione e secernente liquido sieroso. Ustione di terzo grado, in queste la cute assume l’aspetto di una foglia raggrinzita di colorito marrone con linee scure che corrispondono ai vasi sanguigni coagulati è poco dolente perché le terminazioni nervose sono state distrutte dal calore.

Da quanto detto riassumiamo che si definiscono: Ustioni superficiali quelle di primo grado e quelle di secondo grado superficiale. Ustioni profonde quelle di secondo grado profonde e quelle di terzo grado.
ESTENSIONE: due sono i sistemi conosciuti per stabilire l’estensi dell’ustione; il primo è quello detto la regola del nove secondo il quale si divide il corpo in aree di superficie pari al 9% o al 18% della superficie corporea totale;
il secondo è il sistema di Lund-Browder che tiene conto dell’età del paziente e di conseguenza attribuisce valori diversi di superficie per testa coscia e gamba.
LESIONI ASSOCIATE: sono quelle concomitanti che troviamo nel luogo dell’accaduto.
1) inalazioni di fumo che si sprigionano dopo combustione di legna o do prodotti sintetici. In questi casi si può avere un quadro sovrapponibile all’edema polmonare ,oppure quadri di asfissia.
2) ossido di carbonio con intossicazione.
3) lesioni da esplosione, in questi casi si liberano gas, le vittime possono essere proiettate a distanza e quindi oltre ai danni dell’ustione possono riportare traumi.
TIPI di USTIONI[TOP] le ustioni possono essere: 1)termiche, 2) chimiche, 3) elettriche.
TERMICHE: sono quelle provocate da calore, tramite solidi, liquidi o gas. Il calore oltre a ledere la cute per il contatto se inalato esempio tramite fiamma può provocare danni alle prime vie aeree dove si determina edema e di conseguenza asfissia.
Trattamento: allontanare la vittima dalla fonte di calore, spegnere le fiamme,rimuovere indumenti in preda alla combustione. Le fiamme addosso alla vittima si possono spegnere con acqua, con estintori o per soffocamento mediante coperte. Sulle zone ustionate si pone del ghiaccio per lenire il dolore,non si applicano pomate o unguenti ,si lavano con soluzione sterile o acqua semplice, non si rompono le bolle, ne si toccano le zone lese con le mani sporche. Per quanto riguarda le condizioni generali si deve evitare di fare scioccare il paziente quindi si in cannula una vena, si monitorano le funzioni vitali e se è necessario si fa la rianimazione.
CHIMICHE: sono quelle che si determinano a contatto con sostante caustiche , quali acidi(cloridrico, solforico, nitrico) basi (soda, potassa ecc.) sali, essenze. La gravità delle lesioni dipende dal tipo di caustico, dalla sua concentrazione, dal tempo di contatto e dall’estensione della zona interessata.
Trattamento: rimuovere l’agente, lavare abbondantemente la zona interessata usare una sostanza neutralizzante. Nel caso della soda o della calce non bisogna usare l’acqua perchè si fa più danno , ma allontanare a secco la sostanza.
ELETTRICHE: sono dovute al passaggio di corrente elettrica che per vincere la resistenza opposta dal corpo determinano l’ustione nel punto di ingresso ed anche all’interno del corpo. Trattamento: bisogna innanzitutto adottare le misure di protezione,sostenere le funzioni vitali.
Colpo di sole [TOP]
 Una sensazione di malessere generale, associata a stanchezza ingiustificata e nausea sono generalmente i sintomi del classico colpo di sole, più grave se con dolori addominali. Le cause non sono solamente la prolungata esposizione alle radiazioni solari, possibili sia al mare come in campagna, ma anche uno sforzo in clima caldo e umido associato a vestiario che impedisce la traspirazione.
In montagna ciò può verificarsi anche in giornate estive buie e nuvolose, soltanto a causa della minore filtrazione dei raggi ultravioletti e dell'azione del vento. Nel caso si verificasse, bisogna trasportare l'infortunato all'ombra, con il capo rialzato a busto eretto e fare raffreddare lentamente tutto il corpo.
Sono consigliate delle spugnature di acqua fredda all'inguine e alle ascelle, e se l'infortunato è cosciente somministrare bevande a temperatura ambiente (acqua zuccherata, succhi di frutta).
E possibile, come conseguenza, dei sintomi da febbre, in questo caso si tratta di una vera e propria insolazione.
COLPO DI CALORE[TOP]

Dovuto ad aumento della temperatura corporea (febbre!) per la diminuita capacità dell'organismo di disperdere il calore. Il venir meno della sudorazione per la concomitanza dell'aumento della temperatura ambientale, dell'umidità e della diminuzione della ventilazione, fa sì che aumenti la temperatura dell'organismo con comparsa di edema cerebrale.
Si manifesta con: · il primo segno è la diminuzione o scomparsa della sudorazione; · la cute è calda, arrossata e asciutta; · mal di testa; · nausea e vomito; · vertigini; · prima agitazione, poi confusione mentale fino a perdita di conoscenza; · la temperatura corporea oltre 40°c;
Primo soccorso: · trasportare il paziente in luogo fresco/ventilato; · liberarlo dai vestiti; · raffreddarlo con impacchi d'acqua fredda, oltre a impacchi di ghiaccio al capo, collo, inguini e ascelle; · se cosciente, idratazione con soluzioni idro saline;
CRAMPI DA CALORE
Patologia minore tra le patologie da ipertermia ambientale dovuta ad intensa attività muscolare in ambiente caldo, umido e poco ventilato. L'aumento della sudorazione causa perdita di sali minerali; l'eccessiva perdita soprattutto di sodio, è la causa della comparsa dei crampi muscolari stessi.
Primo soccorso: · Idratazione con acqua arricchita di sali minerali (es. un litro di acqua + un cucchiaino di sale da cucina + zucchero + limone).
Assideramento[TOP] E' provocato dall'azione della bassa temperatura su tutto il corpo, provocando un restringimento dei vasi sanguigni (riduzione dell'afflusso di sangue agli organi e tessuti). Questo può portare alla sofferenza (e lesioni) agli organi e al cervello.
Fattori determinanti che favoriscono l'assideramento sono:
- Il vento e la bassa temperatura. - L'umidità. - La stanchezza fisica. - La scarsa alimentazione. - L'abuso di bevande alcoliche (vasodilatazione).
Cosa Fare
- Non somministrare bevande alcoliche. - Non massaggiare o sfregare la pelle. - Isolare l'infortunato.
Riscaldare lentamente il corpo, in primo luogo il petto, preferibilmente con impacchi caldi a temperatura crescente e comunque con qualsiasi mezzo disponibile. Se l'infortunato è cosciente si possono somministrare bevande calde non alcoliche. Per quanto possibile trasportare rapidamente l'infortunato in ambiente riscaldato. Nel caso di arresto del respiro e del battito cardiaco effettuare la rianimazione attraverso la respirazione bocca-bocca e/o massaggio cardiaco. Nonostante sia necessario un termometro particolare, ricordiamo che se la temperatura scende al di sotto dei 26° C risulta praticamente impossibile far riprendere il soggetto (ipotermia).E' utile comunque conoscere questo tipo di primo intervento in caso di soccorso ai travolti da valanghe non colpiti da asfissia.
Potere di raffreddamento del vento
La tabella esprime la "reale" temperatura a cui si è sottoposti in funzione della velocità del vento e della temperatura misurata dal termometro. Lo scambio termico tra l'uomo e l'ambiente è influenzato anche dal livello igrometrico; l'acqua al contrario dell'aria è un ottimo conduttore di calore. Infine un'ulteriore aggravante è la quota: più si sale, maggiore è l'iperventilazione, che rappresenta una notevole fonte di perdita di calore, e minore è la capacità di produrre calore da parte dell'organismo.
Le zone rosse indicano il livello di pericolo.
Sulle alpi lo zero termico attualmente è intorno ai 4000 metri. E' evidente come il vento, anche in estate, possa portare ad affrontare durante una salita temperature equivalenti ben al di sotto dello zero.
Congelamento [TOP] E' provocato dall'azione della bassa temperatura su parti circoscritte del corpo, generalmente le più esposte (arti, mani, piedi, orecchi, naso) e comunque quelle parti che già in condizioni normali ricevono meno sangue rispetto agli organi centrali. Il freddo provoca un restringimento dei vasi sanguigni, con una notevole diminuzione di sangue, che può avere come conseguenza uno stato di sofferenza dei tessuti che può arrivare sino alla loro morte (necrosi). Tra i fattori scatenanti già descritti nel capitolo dedicato all'assideramento, aggiungiamo solamente che indumenti stretti e soprattutto scarpe strette possono contribuire al fenomeno.
Come intervento si consiglia di: - Non massaggiare la parte colpita.
- Non applicare polveri o pomate (sono inutili).
- Non far camminare se il congelamento interessa gli arti inferiori (l'atto del camminare richiama sangue agli arti che sono impediti dal restringimento dei vasi aggravando le lesioni).
- Eliminare gli indumenti umidi o stretti che costringano la parte congelata.
- Riscaldare lentamente la parte congelata, preferibilmente con impacchi caldi a temperatura crescente (da 38° a 42°).
- Se vi sono vesciche o piaghe coprire con compresse e fasciare senza stringere (necessario in questo caso un intervento specialistico).
Il mal di montagna [TOP] Più si sale e più l'aria è rarefatta e diminuisce l'apporto di ossigeno ai polmoni e di conseguenza al cervello. Le quote che normalmente si raggiungono in Europa non provocano grossi problemi, ma talvolta, in particolari condizioni psicofisiche è possibile, se abituati a vivere in città, avvertire alcuni fastidi già intorno ai 2800/3000 metri.
Buona norma è lasciare il tempo all'organismo di abituarsi alla quota e alla differenza di percentuale di ossigeno. Questa sosta è necessaria per dare modo all'organismo di produrre, aumentando in quantità sufficiente, i globuli rossi necessari all'ossigenazione.
I primi sintomi sono nausea, inappetenza, mal di testa, poi cominciano difficoltà di respirazione, tosse con espulsione di muco o sangue, vomito, perdita di equilibrio e torpore fino alla perdita di conoscenza.
Se qualcuno del gruppo manifesta questi sintomi è necessario e indispensabile scendere di quota, unico rimedio disponibile. Se ciò non fosse possibile, il soccorso alpino è attrezzato per l'intervento con elicottero e camere iperbariche portatili. | |
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