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Punture e morsi
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Punture e Morsi [Punture d'Insetto] [Morsi] [Morsi di Vipera] [Prevenzione] [In Caso di Morsi di Vipera] Punture d'insetti | La puntura d'insetto può essere pericolosa solo se colpisce particolari zone del corpo (occhi, labbra e in generale il viso, lingua e gola), oppure se ad essere punto è un bambino molto piccolo o se la persona soffre di forme allergiche. In quest'ultimo caso esiste il rischio del cosiddetto "shock anafilattico". |
Per prima cosa è necessario rimuovere il pungiglione eventualmente conficcato nella pelle: l'operazione deve essere effettuata servendosi di una pinzetta.
Dopo aver disinfettato la puntura con acqua ossigenata, è bene passarci sopra un batuffolo di cotone imbevuto di ammoniaca e poi applicarvi un cubetto di ghiaccio.
Se la persona è stata punta in bocca è necessario farle fare dei gargarismi con acqua fredda salata (due cucchiaini di sale fino per bicchiere d'acqua).
Per attenuare il dolore giova mettere in bocca un cubetto di ghiaccio. Se, nonostante queste cure, la zona colpita rimane gonfia e dolente bisogna rivolgersi al medico più vicino.
Nel caso la puntura d'insetto dovesse dare luogo ai sintomi dello stato di shock (la persona appare pallida, sudata, avverte una sensazione di vertigine, tossisce, respira male, si sente debole, perde conoscenza o si copre di orticaria oppure presenta un gonfiore intorno agli occhi) è necessario chiamare immediatamente il soccorso con un'ambulanza.
Nel frattempo la si deve far sdraiare e avvolgere in una coperta. La funzione respiratoria va tenuta costantemente sotto controllo perché potrebbe esserci bisogno della respirazione bocca a bocca.
E' sempre comunque da evitare qualsiasi somministrazione di antidoti o antidolorifici se non già utilizzati dal paziente.
FORMICHE, ZANZARE, PULCI: Non presentano particolari problemi le punture di questi insetti; nei casi più seri è sufficiente utilizzare un preparato antistaminico di quelli di uso più comune.
SCORPIONE: Lo scorpione italiano (Euscorpius Italicus) è abbastanza innocuo: può essere sufficiente la disinfezione locale e la profilassi antitetanica; per i bambini osservazione per 12-14 ore.
VESPE, API: Nelle punture di vespe non esiste pungiglione da rimuovere, in quelle d'ape è bene rimuovere il pungiglione aiutandosi con uno spillo sterilizzato a fuoco.
SI DEVE:
1. Disinfettare 2. Applicare impacchi freddi, possibilmente con ghiaccio. 3. Se inizia reazione generale, in attesa del trasporto in ospedale, somministrare antistaminici.
 Morsi[TOP] Morso di cane SI DEVE: · Pulire e lavare subito la ferita. · Disinfettare e coprire con garza sterile: trattamento come per le altre ferite. Verificare la copertura antitetano.
Valutare se il cane è sicuramente vaccinato contro la rabbia: in questo caso non esistono pericolo di contagio.
In tutti i casi identicare e cercare di far catturare il cane per tenerlo in osservazione.
Saper riferire se l'infortunato è regolarmente vaccinato contro il tetano: cercare eventuali cartellini o libretti sanitari nei cassetti di casa prima di recarsi in ospedale.
La vipera e il suo morso[TOP]
 Prima di affrontare specificatamente questo tema è consigliabile tenere a mente questi aspetti:
- La vipera è un animale che per parte dell'anno è in letargo, quindi solo in certi periodi la si può incontrare.
- Difficilmente vive oltre i 1500 metri di altitudine.
- Non ama, come tutti gli animali, i rumori e la confusione; è ovvio che se disturbato, esso si difende.
- La quantità di veleno iniettato in un morso (7-8 mg) è circa la metà della quantità che può provocare la morte in una persona adulta.
- Gli effetti del veleno si avvertono dopo circa 30 minuti e diventano gravi oltre le 2 ore.
Si potrebbe comunemente affermare che, avendo comunque il siero antivipera eventuali problemi sarebbero risolti. Di fatto l'utilizzo del siero è vincolato ai seguenti parametri:
- E' necessario che esso stia al fresco altrimenti si deteriora, ed è evidente che in escursione, un contenitore termico apposito, risulta oltremodo scomodo e ingombrante.
- E' indispensabile avere conoscenza del sistema venoso e arterioso per l'identificazione di dove effettuare la puntura.
- In qualsiasi soggetto, a seconda dello stato psicofisico del momento, può causare shock anafilattico.
Norme di prevenzione e regole di comportamento Luoghi particolarmente a rischio[TOP]
· I muri a secco · Le fascine di legna · I tronchi d'albero tagliati e accatastati · Le vecchie case abbandonate · I pagliai · Le rive dei corsi d’acqua e degli stagni

Abbigliamento: L'abbigliamento dovrebbe essere tale da coprire la maggior parte del corpo allo scopo di ridurre la possibilità di penetrazione dei denti della vipera; quindi maniche lunghe, pantaloni lunghi e spessi, scarponi, calzettoni lunghi e, nei luoghi più folti, anche berretto e fazzoletto al collo. Se poi si intendono svolgere attività come la ricerca di funghi o altri prodotti del sottobosco, il taglio di erba o di cespugli ecc., sono indispensabili guanti da lavoro. Durante le passeggiate o le escursioni è bene portare un bastone che ci consenta di spostare erba cespugli ecc., per aumentare la possibilità di vedere per tempo la vipera.
Pernottamento: Prima di piantare la tenda occorre bonificare per quanto possibile il terreno; si taglieranno quindi le erbe alte, i cespugli e si farà la massima pulizia del campo. La tenda andrà poi piantata lontano dai luoghi particolarmente a rischio e tenuta il più possibile chiusa, per evitare che la vipera (o altri piccoli animali e insetti) possa trovarvi rifugio.
Non devono essere lasciati all'aperto cibo, bevande ecc.; i rifiuti, chiusi in sacchetti, dovranno essere appesi agli alberi (per poi essere portati ai posti di raccolta) o ad altri sostegni, o meglio depositati se possibile e al più presto in cassonetti, bidoni chiusi ecc. Gli zaini, le giacche a vento e l'abbigliamento in genere non devono essere lasciati per terra ma all'interno della tenda o appesi in luoghi alti per evitare che le vipere vi trovino rifugio. Non lasciare le porte delle auto aperte. Controllare sempre, con cautela, l'interno di zaini e giacche a vento prima di indossarli, soprattutto dopo una sosta durante un'escursione.
Alcune regole di comportamento: Non abbiate paura di sembrare esagerati nel prendere delle precauzioni perché prevenire è meglio che curare (e anche molto più sicuro). Essere sempre attenti a dove mettere mani e piedi controllando il terreno davanti a voi. Non sostare a riposare nei luoghi a rischio (es. non riposare appoggiati con la schiena su muri a secco, cataste di tronchi d'albero, case diroccate, ecc.).
In caso di arrampicate, se non è possibile vedere dove mettiamo le mani, battere con un bastone la zona (o meglio indossare dei guanti). Dovendo entrare, camminare o sostare in zone a rischio fare del rumore battendo il terreno con i piedi o con un bastone: la vipera fugge sempre quando percepisce rumori e vibrazioni per lei insoliti.
Non infilate mai le mani in fessure o sotto le rocce per spostarle. Non andate da soli nei luoghi a rischio.
Se vi imbattete in una vipera, non cercate nella maniera più assoluta di schiacciarla con i piedi: vi morderebbe sicuramente.
Non avvicinatevi mai e, se proprio non avete altra scelta e siete costretti ad intervenire per forza, tentate di metterla in fuga usando un lungo bastone o lanciando dei sassi.
AVERE SEMPRE PRESENTE (anche durante una gita)
L'UBICAZIONE DEL PIÙ VICINO POSTO DI PRONTO SOCCORSO. LA STRADA PER ARRIVARCI ED IL TEMPO OCCORRENTE.
Dotazione di primo soccorso per il morso da vipera:
· Una benda alta cm 7 e lunga m 6 (per il bendaggio delle braccia), un cerotto elastico adesivo alto cm 10 e lungo cm 50 (tipo Tensoplast), una stecca rigida.
· Un tampone disinfettante.
· Un piccolo bisturi usa e getta in confezione sterile (da usare con molta cautela).
· Una siringa aspira veleno.
· Un laccio emostatico.
Il tutto conservato in una piccola scatola ben chiusa.
IN CASO DI MORSO Riconoscimento del morso di vipera[TOP] Esiste la possibilità di essere morsi anche da rettili diversi dalle vipere, per questo è importante saper riconoscere il morso di quest'ultima da quello, innocuo (basta disinfettare bene), di altri serpenti.
Il morso della vipera è facilmente riconoscibile perché lascia sulla cute due buchi distanti fra loro circa 1 centimetro un centimetro e mezzo, seguiti da una serie di forellini più piccoli (il disegno è volutamente schematico con l'intento di evidenziare le differenze macroscopiche dei due tipi di morsi):
Morso Velenoso Morso non Velenoso
 Si consiglia la seguente procedura:
1) Far sdraiare il soggetto, ed evitargli assolutamente movimenti ed affaticamento che avrebbero come conseguenza l'accelerazione della velocità di flusso del sangue. 2) Immediatamente ci si adoperi per chiamare il soccorso.
3) Facilitare l'uscita del sangue incidendo la parte ed aspirando il sangue con una siringa aspiraveleno, ma senza succhiare .
4) Lavare la ferita con acqua e non usare l'alcool che "fissa" il veleno. 5) Applicare un laccio emostatico o simile moderatamente stretto, a monte del morso, ricordandosi di allentare il laccio per qualche minuto ogni 20-30 minuti per evitare lesioni per mancanza di sangue ai tessuti a valle.
6) Trasportare il colpito, assolutamente senza farlo camminare, dove sia possibile un intervento da parte di personale qualificato.
Primo soccorso da effettuarsi prima possibile e comunque entro mezz'ora dal morso. Una volta accertato che ci si trova davanti ad un morso di vipera, o comunque anche nei casi dubbi, la prima cosa da fare è rallentare la diffusione del veleno, quindi:
· Il laccio emostatico deve essere usato solo se si riscontra che il morso è sopra una vena e deve essere applicato circa 4 centimetri sopra la ferita, non deve essere eccessivamente stretto, non deve bloccare la circolazione e deve essere allentato per 1 minuto circa ogni 10 e riapplicato un po' più a monte del punto precedente.
· Utilizzare la siringa aspiraveleno el modo seguente: premere a fondo il pistoncino comprimendo al massimo la molla. Appoggiare l'estremità aperta del cilindro sulla parte lesa del corpo, cercando di centrare i forellini causati dal morso del serpente velenoso. Togliendo la pressione del pistoncino la spinta della molla permetterà la fuoriuscita del sangue (visibile attraverso la trasparenza del cilindro) dai fori della ferita. Se all'inizio dell'operazione non si riscontra fuoriuscita di sangue, si consiglia di incidere con il bisturi sterile una piccola croce profonda 2-3 millimetri su ogni foro della ferita.
· Queste operazioni verranno eseguite ad ogni distacco del succhiaveleno fino a che non si è certi di aver prelevato una quantità minima di sangue corrispondente a circa 3-4 centimetri cubi. · Bendare poi con la garza. NEL FRATTEMPO LA PERSONA COLPITA VA IMMOBILIZZATA, TRANQUILLIZZATA E TRASPORTATA, POSSIBILMENTE SENZA FARLA CAMMINARE E NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE AL PIÙ VICINO POSTO DI PRONTO SOCCORSO.
L'IMPORTANTE E' NON PERDERE TEMPO (ad esempio per costruire una barella di fortuna o attardandosi nella applicazione del bendaggio) E' utile racer un'adeguata anamnesi: identificazione del serpente, o quantomeno lunghezza, grandezza, colorazione, disegno e comportamento.
Cose da non fare:
· NON SUCCHIARE IL VELENO DALLA FERITA CON LA BOCCA (è infatti molto probabile avere nel cavo orale piccole ferite causate spesso dallo spazzolino da denti). · NON SOMMINISTRARE ALCOLICI (hanno effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e vasodilatatore periferico, facilitando quindi l’assorbimento del veleno). · NON AGITARSI O IMPAURIRSI, ma mantenere calma e freddezza nelle operazioni di soccorso. · Anche se lo avete, NON SOMMINISTRARE IL SIERO ANTIVIPERA (si corre il rischio di salvare il malcapitato dal pericolo del veleno della vipera per esporlo al rischio mortale di una sindrome allergica). Il siero DEVE essere somministrato SOLTANTO in ospedale o sotto il diretto controllo medico. · NON DISINFETTARE CON ALCOOL NÉ PRATICARE IMPACCHI DI GHIACCIO. Le informazioni sopra riportate sono state tratte dalla documentazione del centro antiveleni del Policlinico A. Gemelli di Roma e del centro antiveleni dell'università La Sapienza di Roma.
NOTA IMPORTANTE Esiste a Roma il “CENTRO ANTIVELENI” tel. 06 490663 presso l'università “La Sapienza”. Il Centro ha in funzione un servizio, attivo 24 ore su 24, dove un medico risponde alle chiamate telefoniche. Si possono porre quesiti o fare richieste di intervento per quanto riguarda tutte le patologie inerenti qualsiasi tipo di avvelenamento.
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