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Avvelenamenti
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Avvelenamenti
| L'avvelenamento avviene per l'ingestione nel nostro organismo di sostanze nocive. I sintomi possono essere immediati, all'atto dell'ingestione, ma possono anche verificarsi sino a 12-24 ore dopo l'ingestione. I sintomi sono svariati. Generalmente sono riconducibili a nausea, vomito, crampi e dolori addominali | Si definisce sostanza tossica, una sostanza che introdotta nel nostro corpo anche in piccola dose può provocare alterazioni funzionali temporanee o permanenti.
La sostanza tossica può essere introdotta: vie respiratorie, via digestiva, via cutanea o vie meno frequenti quali la via intramuscolare, la via endovenosa e la via congiuntivale.
L’attività della sostanza tossica è legata alla via di introduzione, al tipo di tossico, al tempo di esposizione, alla dose introdotta ed alle caratteristiche individuali( tolleranza individuale, ipersensibilità, età,sesso, presenza di malattie).
Quando il soccorritore deve intervenire su un paziente intossicato deve innanzitutto ridurre il carico di tossico nel seguente modo: INTOSSICAZIONE PER INGESTIONE | L’ingestione di sostanze tossiche è la via più frequente di avvelenamento. Avvelenamento da funghi, tossinfezioni alimentari.
Trattamento: Mantenere le funzioni vitali, allontanare la sostanza tossica dall’organismo con i diversi metodi. Se il paziente è cosciente, per diluire il veleno ingerito, fargli bere grosse quantità di liquidi, come latte, acqua calda del rubinetto o acqua salata. Successivamente, provocare il vomito. |
 | EMESI (vomito provocato): E’ la prima cosa che si fa per agire rapidamente prima che il tossico passi in circolo. Ci sono dei casi in cui il vomito non deve essere provocato,questo si verifica quando si ingeriscono caustici,acidi, alcali forti, cherosene, varecchina, lisciva, benzina o trementina,quando il paziente è incosciente, quando si introducono sostanze schiumogene.
GASTROLUSI (lavanda gastrica): Si pratica in ambiente ospedaliero si usa nei casi quando è controindicato il vomito. Anche questa presenta delle controindicazioni, infatti non si fa quando si introducono caustici
CATARSI (evacuazione intestinale): Si esegue dopo il vomito o la gastrolusi serve per eliminare eventuale presenza di tossico nell’intestino.Anche questa non si pratica dopo intossicazione da caustici.
INIBIZIONE DELL’ASSORBIMENTO: Mediante il carbone vegetale attivato.
USO DI ANTIDOTI: Gli antidoti sono quelle sostanze che bloccano l’azione di altre come si verifica nel caso di alcuni veleni. |
INTOSSICAZIONI PER INALAZIONE
 | Monossido di carbonio: Si ottiene dalla combustione incompleta di materiali organici, si diffonde rapidamente nell’aria, si lega attraverso i polmoni all’emoglobina al posto dell’ossigeno.
Sintomi: disturbi visivi, cefalea vertigini, ronzii auricolari, formicolii agl’arti,stato di ebrezza, sonnolenza, nausea, perdita di coscienza, arresto respiratorio,morte.
Anidride carbonica: Si produce nei depositi di concime o mangimi, dove si sviluppa per fermentazione. E’ un gas più pesante dell’ossigeno e quindi lo allontana provocando soffocamento del paziente per mancanza di ossigeno.
Sintomi: Vertigini, respirazione accelerata, perdita di coscienza, crampi, arresto respiratorio, morte.Oltre a questi due tipi di intossicazioni inalatorie abbiamo quelle provocate da gas fumogeni, da acido cianidrico e cianuro, da acido solforico.
Trattamento : Trasportare immediatamente la vittima in una zona non contaminata e ben ventilata, gli si tolgano gli indumenti stretti, non fargli fare sforzi,somministrare ossigeno, o praticare la respirazione bocca a bocca in attesa dell'ambulanza |
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